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Assemblea Cgil: no all’equiparazione tra comunismo e nazifascismo e no all’invasione turca in Siria contro i Curdi

Approvati due ordini del giorno nella recente Assemblea generale della Cgil aretina

Due ordini del giorno sono stati approvati dall’Assemblea generale della Cgil della provincia di Arezzo che si è tenuta a Montevarchi. Il primo è dedicato alla risoluzione del Parlamento Europeo con la quale si equiparano nazifascismo e comunismo. Il secondo è l’invasione turca in Siria contro il popolo Curdo.

La Cgil aretina ha quindi espresso “profonda preoccupazione” per la risoluzione: “in un attimo si decide di riscrivere la storia e si mettono sullo stesso piano oppressi e oppressori, vittime e carnefici, liberatori e invasori. Mentre in Europa è sempre più crescente il pericolo di nuovi nazifascismi, rigurgiti razzisti, ed inquietanti nazionalismi, l’Europa sceglie la strada della divisione”.

L’Assemblea generale della Cgil si chiede a chi giova questa “scellerata” risoluzione: “non certo alle forze democratiche del nostro continente. Lo stesso Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha affermato che “affiancare nazifascismo e comunismo è un’operazione intellettualmente confusa e politicamente scorretta, sostenendo che dai parlamentari ci si aspettano valutazioni politiche e non certo di riscrivere la storia”.

L’Assemblea Cgil sottolinea che si può discutere, come fece lo stesso Di Vittorio, sull’esperienza sovietica ma “non si può in ogni modo ignorare lo spaventoso tributo di sangue pagati dal popolo di quella nazione: più di 22 milioni di morti. E quei popoli, con gli anglo americani, spazzarono via la più grande vergogna storica dell’Europa: il nazifascismo”.

La storia della Cgil, che è anche la storia democratica del nostro paese, “ha avuto dirigenti come Di Vittorio e Trentin e milioni di militanti comunisti e socialisti, che si sono battuti contro le legge razziali fasciste, facendo dell’Italia uno dei baluardi della resistenza alla barbarie nazifascista, per cui la risoluzione del Parlamento Europeo è anche un insulto alla storia del nostro Paese e all’esperienza del Partito Comunista Italiano che è stata e rimane testimonianza indiscutibile di democrazia , progresso e civiltà”.

Per questo come Segreteria della Camera del Lavoro di Arezzo chiede che il Parlamento Europeo ritorni sulla sua decisione, sbagliata e grave.

Nella stessa riunione, l‘Assemblea Generale della CGIL di Arezzo ha affermato di condividere l’appello Nazionale lanciato da ARCI, ANPI, CGIL, Legambiente e ricordato come, “l’esercito formato interamente da uomini e donne di etnia Curda sia stata negli ultimi anni alleata delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’ISIS, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue. La convivenza tra la popolazione turca e curda potrà essere praticabile solo se lo Stato Turco accetta di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza del loro territorio”.

La Cgil aretina sottolinea che “la Comunità Internazionale, l’Europa, l’Italia hanno un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il nemico e salvaguardare la sicurezza dell’Europa e del nostro Paese”. Ed esprime “una forte e convinta solidarietà alla popolazione Curda così come a quella Siriana, che in queste ore e in questi giorni sta subendo un’ ingiustificato attacco da parte dell’esercito turco”.Chiede che “si fermi immediatamente il massacro del popolo Curdo, che oltre ad essere stato in prima linea, con enormi sacrifici, nella lotta per frenare il terrore dello Stato Islamico ha anche diritto alla propria autodeterminazione”.

C’è infine un appello alla Cgil nazionale che viene invitata a ”impegnarsi nelle mobilitazioni, nelle promozioni di iniziative pubbliche in ogni città e in ogni posto di lavoro, sotto la parola d’ordine del no alla guerra imperialista contro la Siria , contro il massacro del popolo Curdo; a chiedere al Governo Italiano non solo di dissociarsi e contrastare l’iniziativa criminale della Turchia , ma di dissociarsi e fuoriuscire dai meccanismi e sistemi di guerra che ieri come oggi fanno perno attorno agli Stati Uniti”.

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