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Migranti: come ottenere quanto ingiustamente pagato per la tassa di soggiorno

Mugnai: "Gli uffici Cgil a disposizione per le pratiche. Ma il Governo insiste ed ha fatto ricorso al Consiglio di Stato"
13 settembre 2016

I migranti non devono pagare la tassa di soggiorno. E possono richiedere il rimborso di quanto hanno ingiustamente versato dal 30 gennaio 2012 al 24 maggio 2016.

“Gli uffici dell’Inca e della Cgil – afferma il Segretario provinciale Alessandro Mugnai – sono a disposizione del migranti e delle loro famiglie non  solo per le informazioni ma anche per la consulenza e l’assistenza necessarie al disbrigo delle pratiche”.

A dar ragione alla Cgil nazionale è stata la Corte di Giustizia europea che ha definito il contributo imposto in Italia nel 2010 sui permessi di soggiorno “sproporzionato” e di “ostacolo” rispetto alle finalità della direttiva europea 2003/109/CE.

Una sentenza che il Governo italiano tiene le cassetto nonostante che si sia pronunciato anche il Tar del Lazio con una sua sentenza. “La Cgil  ha più volte denunciato l’inerzia del Governo. Oltre a ignorare quanto stabilito dalla sentenza, continua a mostrare un atteggiamento punitivo nei confronti degli immigrati, costretti a subire un ulteriore aumento dei contributi sui titoli di soggiorno.  In Italia le istanze di rimborso sono circa 40mila e nella provincia di Arezzo ne sono state presentate oltre un centinaio solo negli ultimi cinque mesi”.

Ma il Governo non demorde ed ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Lazio. Non solo, la procedura scelta dall’Avvocatura dello Stato prevede che il Consiglio di Stato si pronunci in tempi rapidi sulla sospensione del dispositivo del TAR adducendo ragioni di eccezionale gravità per gli oneri che si genererebbero a carico dello Stato.  “E’ interessante leggere le argomentazioni del Governo. Troppi costi per adeguare procedure che, però, sono già operative da settimane. E poi i soldi fatti sborsare ai migranti sarebbero già stati spesi per l’ordine pubblico. Come dire che gli immigrati regolari sono chiamati a contribuire in misura maggiore degli altri alla lotta al terrorismo e alla criminalità. Se si parla di urgenza, quella evidente è la restituzione delle somme versate in questi anni dagli stranieri. Restituire quanto indebitamente percepito sarebbe l’urgenza che risponderebbe alla riparazione di un torto subito dagli immigrati in questi anni”.

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