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“Pam, la protesta dei dipendenti: “Vogliono ridurci lo stipendio fino ad un terzo”

Proclamato lo stato di agitazione. Intanto il personale chiede invece di rilanciare la sede di Tortaia: del centro commerciale è rimasto pochissimo, spazi in abbandono.

La PAM vuol ridurre i salari e i sindacati dichiarano lo stato di agitazione. Per molti lavoratori, il taglio della busta paga potrebbe arrivare quasi ad un terzo. Sono quelli con più anzianità di lavoro che si vedrebbero equiparati ai neo assunti: solo salario base e contingenza. Il tutto, ovviamente, a parità di orario di lavoro. E’ la denuncia che arriva dalla Cgil, in vista di una trattativa che di sicuro non sarà facile.

L’idea è della PAM che l’ha messa nero su bianco e piazzata sul tavolo dei sindacati. “La richiesta che ci è stata fatta è molto semplice – commenta Claudio Bianconi, Segretario provinciale della Filcams Cgil. Prevede il taglio dei salari e la possibilità di accordi sindacali che deroghino al contratto nazionale e alle attuali condizioni economiche e normative”.

Sindacati e lavoratori non solo rifiutano i tagli del salario ma chiedono alla PAM maggiori investimenti, soprattutto per i punti vendita più penalizzati. Interventi che prefigurino il rilancio della PAM nella provincia di Arezzo e una sua maggiore concorrenzialità sul mercato.

Bianconi cita alcune delle richieste sindacali rimaste finora inascoltate: “riattivare l’addetto di reparto alle carni e al pesce, unitamente alla presenza in negozio di prodotti tipici locali, il recupero delle gallerie commerciali dei negozi di Tortaia e Sansepolcro”.

Il caso del centro commerciale di Tortaia è emblematico: al piano superiore c’è una galleria che un tempo era un mosaico di attività di tutti i tipi. Si viaggiava dagli oggetti per la casa alle calzature, dalla libreria all’elettronica, dalle lavanderie a servizi di vario tipo. C’era ad esempio una sede del gruppo fermodellistico, che esponeva i suoi gioielli di modellismo ferroviario. Un piccolo mondo, che diventava da una parte un luogo di aggregazione e di passeggio e dall’altra un traino al supermercato al piano inferiore. Ora il degrado è evidente, e rimangono aperti solo il bar tabaccheria e l’ufficio postale.

Dinanzi al silenzio su queste proposte e alla “risposta” del taglio dei salari, il personale PAM della provincia di Arezzo ha approvato all’unanimità, la proposta  della proclamazione dello stato di agitazione indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria“.
Fonte La Nazione

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