La bandiera palestinese issata sulla torre del Comune di Arezzo è un gesto pacifico e non violento al quale abbiamo contribuito. Sì, siamo stati anche noi.
Lo rivendichiamo con responsabilità e convinzione, perché crediamo che,di fronte al massacro e alla macelleria coperta da una diplomazia complice in corso a Gaza, davanti alla sofferenza di un intero popolo — che non risparmia nemmeno la chiesa della Sacra Famiglia, perché anche Dio è diventato loro nemico — non si possa più restare in silenzio.
Issare quella bandiera è stato un atto simbolico, ma anche profondamente politico.
Quel gesto non è stato contro qualcuno, ma per qualcosa: per il diritto alla vita, alla libertà, alla dignità di ogni persona, per la pace tra i popoli.
Un modo per dire che chi si espone per la solidarietà, per la pace, per la giustizia non deve nascondersi e non può essere criminalizzato.
Noi non ci nascondiamo.
Non lo faremo oggi, né domani, contro la viltà di chi si gira dall’altra parte.
A loro ricordiamo che nessuno si salverà, e che la storia — come è già accaduto — chiederà conto non solo ai carnefici, ma anche ai loro complici con sorrisi da moderati.
Sì, siamo stati anche noi.
E continueremo a essere quelli che con coraggio sono sempre stati dalla parte
della giustizia e della pace.
CGIL AREZZO
ARCI ,
ISDE ,MEDICI PER L’AMBIENTE SEZIONE ARETINA
ANPI PROVINCIA AREZZO
ASSOCIAZIONE CENTRO FRANCO BASAGLIA
LIBERA VALDARNO
CENTRO INIZIATIVA POLITICA ENRICO BERLINGUER
DEMOS
LEGAMBIENTE AREZZO
LEGAMBIENTE VALDARNO SUPERIORE



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