I Coordinamenti donne Cgil e Spi di Arezzo hanno aderito alla manifestazione nazionale di mobilitazione contro contro il DDL stupri che si svolgerà a Roma sabato 28 febbraio insieme alle associazioni e ai centri antiviolenza.
“il testo – ricorda la Cgil – è stato riformulato dalla senatrice Bongiorno, relatrice e presidente della Commissione. Nella versione approvata all’unanimità alla Camera il 20 novembre 2025, al termine di un accordo trasversale tra maggioranza e opposizione, il riferimento centrale era il “consenso libero e attuale”. Nel testo oggi in discussione si introduce invece il richiamo alla “volontà contraria” o al “dissenso”, da valutare in base al contesto e alle circostanze concrete. Una scelta motivata dall’esigenza di evitare una presunta inversione dell’onere della prova e di rispondere alle preoccupazioni, espresse da una parte della maggioranza, sul tema delle false denunce”.
Il Ddl produca effetti problematici sul piano processuale e culturale.
“E’ stato scelto – ricordano i Coordinamenti donne Cgil e Spi di Arezzo – di abbandonare il modello fondato sul consenso per tornare a quello basato sul dissenso e sulla «volontà contraria» che significa parlare di autodeterminazione dei corpi, del carico della prova nei processi e del rischio di vittimizzazione secondaria. Siamo di fronte al prodotto di una cultura carica di stereotipi e pregiudizi. Alcune formulazioni o impostazioni culturali della legge riproducono immagini delle donne come soggetti fragili da “proteggere” più che come persone autonome e credibili. Quindi centralità del controllo e non dell’autodeterminazione con la svalorizzazione – nelle diverse fasi del procedimento – dell’ascolto e del consenso informato delle donne”.


