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Referendum giustizia: in movimento la macchina del NO

Il Comitato provinciale presentato stamani in Cgil

Il Comitato provinciale per il NO al referendum sulla giustizia si è presentato stamani nell’auditorium Buozzi della Cgil aretina. Ne fanno parte Anpi, Arci, Acli, Libera, Demos, Comitato Democrazia Costituzionale, Centro Enrico Berlinguer, Arezzo 2020, Associazione Pepe Mujca,  Pd Avs, M5S, Rc, Federconsumatori, Sunia, Legambiente

Secondo i promotori del Comitato per il NO, la riforma rischia di risultare lesiva dei principi costituzionali di autonomia e indipendenza della magistratura, oltre che dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. I promotori sottolineano inoltre come l’intervento non affronti i principali problemi strutturali della giustizia italiana – come la durata dei processi e la carenza di personale e risorse – ma modifichi in profondità l’assetto costituzionale della magistratura e il suo ruolo.

La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri crea una separazione nell’ordine giudiziario che pone le premesse oggettive per la sottoposizione del pubblico ministero all’Esecutivo e che comunque lo isola e lo rende più esposto a pressioni e condizionamenti indiretti di natura politica, soprattutto nei procedimenti che riguardano poteri forti e interessi rilevanti.

Inoltre, con lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, il sorteggio dei componenti magistrati e con la creazione della Corte disciplinare, esterna all’organo di autogoverno, si incide pesantemente sull’indipendenza della magistratura anche giudicante, ledendo il principio della separazione dei poteri e dello stato di diritto con ricadute negative sulla risposta di giustizia per i cittadini.

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