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Sicurezza sul lavoro: domani presidio sindacale di fronte alla Prefettura

I sindacati chiedono anche che diventi materia scolastica. In provincia di Arezzo 7 infortuni mortali nel 2022 e 3.146 denunce di infortuni

Domani mattina (dalle 11 al 12) i sindacati confederali Cgil Cisl e Uil terranno un presidio di fronte alla Prefettura di Arezzo per sostenere la mobilitazione per la sicurezza sul lavoro che culminerà con la manifestazione unitaria in programma sabato 22 ottobre a Roma.

I sindacati ricordano che in Italia, dall’inizio del 2022, sono quasi 600 i morti sul lavoro, una media di 3 al giorno. Più di 400.000 le denunce di infortuni e una crescita di più del 7% per le denunce di malattie professionali. Lo scorso anno le ispezioni nelle aziende hanno evidenziato irregolarità per il 69% delle aziende controllate. Per salute e sicurezza sul lavoro si arriva al 77% di irregolarità.

Nella provincia di Arezzo, sulla base della banca dati Inail, nel periodo gennaio – agosto 2022 si sono registrati 7 infortuni mortali e Arezzo è la seconda provincia toscana dopo Firenze. Lo scorso anno, negli stessi 8 mesi, le morti erano state 2. Le denunce di infortunio sono state 3.146 e quella aretina è la quarta provincia della regione. Lo scorso anno erano state, nello stesso periodo, 2.511. Il pesante incremento di infortuni e di decessi non può essere imputato – secondo i sindacati – solo alla ripresa di attività dopo il Covid.

Cgil, Cisl e Uil chiedono che “tutti i finanziamenti alle imprese, che aumentano per l’attuazione del PNRR, siano condizionati ad investimenti in salute e sicurezza sul lavoro. Deve essere previsto e preteso che le imprese di ogni settore seguano criteri di qualificazione e che sia vincolante applicare anche negli appalti privati, cosi come è stato riconfermato per gli appalti pubblici solo i contratti collettivi di lavoro stipulati da Associazioni Sindacali comparativamente più rappresentative”. Cgil Cisl e Uil chiedono poi informazione e addestramento per tutti i lavoratori, il rafforzamento dei controlli da parte degli istituti pubblici. Propongono anche che la materia della salute e sicurezza sul lavoro entri nei programmi scolastici perché non sia solo una conoscenza di norme ma si concretizzi il rispetto del valore della vita umano.

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