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E’ BREXIT: Da Bruxelles si conferma la linea dura

24 giugno 2016

E’ BREXIT. Inghilterra e Galles hanno votato in massa per uscire
dall’Europa. Irlanda e Scozia per rimanere. Ma alla fine hanno vinto i
sì, il leave è al 52 per cento. La Gran Bretagna è fuori. Alta la
partecipazione al voto (oltre il 72 per cento). Da Bruxelles si
conferma la linea dura che era stata annunciata alla vigilia del voto
dal presidente Juncker: con Londra non si tratta. Ma le conseguenze
del referendum inglese sono imprevedibili. La Bce è pronta ad avviare
il piano d’emergenza del presidente Mario Draghi. E’ sconcerto sulle
piazze finanziarie di tutto il mondo. Si attende la decisione di David
Cameron, che ha promosso e cavalcato il referendum contro la destra
euroscettica, sperando di ottenere concessioni speciali da Bruxelles.
Il Paese ora è spaccato. La Scozia e l’Irlanda: vogliamo uscire  dalla
Gran Bretagna. Il primo annuncio giornalistico sull’esito del voto
questa mattina sulla Bbc. Tutti i quotidiani italiani in edicola (che
hanno chiuso in tipografia nella notte quando gli exit poll davano
ancora un testa a testa) sono spiazzati. In gioco ora c’è davvero il
destino di tutta l’Europa. Vertice di emergenza a Bruxelles alle
10,30.

La preoccupazione della vigilia era già alta anche nel mondo sindacale
europeo. Per Fausto Durante, responsabile delle politiche europee e
internazionali della Cgil, il problema vero è infatti proprio l’Europa
così com’è oggi. “Vedremo il risultato del referendum – ha scritto
ieri Durante sui social network-  ma intanto una cosa si può dire. Non
si sarebbe mai arrivati al referendum se l’Europa non avesse perduto
l’anima e il coraggio, se le sue classi dirigenti non si fossero fatte
prendere dalla paura e dall’egoismo nazionale. Neanche il più convinto
euroscettico britannico avrebbe mai pensato di avere una chance di
vittoria, se il processo di integrazione si fosse completato non
fermandosi alla sola moneta unica, se il carattere sociale del modello
europeo non fosse stato contestato e combattuto”.

Questa mattina alle 11, il primo commento del segretario confederale
della Cgil, Danilo Barbi a Radio Articolo 1: www.radioarticolo1.it (a
Roma anche in modulazione di frequenza su 103,300)

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