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FILCTEM: Cantarelli: con gli annunci non si lavora

I sindacati: “il 6 luglio ci deve essere la svolta: una nuova proprietà e un piano industriale che garantisca sviluppo e occupazione”

Le Segreterie delle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil della provincia di Arezzo sentono la necessità di intervenire in ordine alla vertenza della azienda Cantarelli, ormai giunta a un momento cruciale.

La procedura di amministrazione straordinaria è aperta da oltre 18 mesi: un lungo tempo di estrema difficoltà sofferta da tutti i 250 lavoratori  (molti, troppi, dei quali in cassa integrazione), di preoccupazione per il proprio futuro e per il destino della fabbrica.

La prima asta è andata deserta e dopo l’ultimo incontro presso la Prefettura di Arezzo, siamo in attesa di avere riscontro ufficiale rispetto alle soluzioni ipotizzate dal Commissario in quella sede. Ci auguriamo, sinceramente, che in occasione della riunione convocata per il 6 luglio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, venga annunciata la svolta e quindi la scelta di una strada possibile.

Continuiamo intanto ad assistere con non poche perplessità all’evidenza mediatica di soluzioni imminenti se non addirittura già individuate, quando in realtà il nocciolo del problema in questa fase della partita non è solamente se qualcuno acquisterà la Cantarelli, chi sarà e quanta forza lavoro intenderà impiegare ma con che tipo di piano industriale si presenterà e di quali idee di sviluppo si farà portatore.

Bisogna trovare immediatamente  delle soluzioni che intervengano a sbloccare questa fase di stallo, che sta minando seriamente le basi per possibili nuovi scenari aziendali con gravissime ripercussioni dal lato occupazionale.

In proposito, non possiamo che registrare con soddisfazione le importanti presenze istituzionali registrate presso lo stand Cantarelli allestito in occasione di una delle massime vetrine internazionali della moda maschile che si è svolta a Firenze la scorsa settimana.

La perdita di posti di lavoro nel settore manifatturiero tradizionale, in particolare nel settore dell’abbigliamento, sembra ancora oggi non avere fine e il vero “made in Italy” non viene mai abbastanza tutelato, restando esposto ad una concorrenza  che non sempre opera in maniera limpida.

L’auspicio delle organizzazioni sindacali, che quotidianamente e da sempre si assumono la responsabilità della assistenza dei lavoratori, è che le dichiarazioni rese alla stampa ed alla televisione da diversi esponenti politici in occasione di Pitti Immagine Uomo abbiano un seguito nella tutela concreta della Cantarelli e dei lavoratori della Cantarelli, della continuità produttiva e della conservazione dei posti di lavoro.

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