loading

Caricamento...

FLC CGIL Referendum scuola, suona la campanella

Iniziata la raccolta di firme per 4 quesiti referendari sulla legge Giannini. E il 5 maggio riunione dei rappresentanti Flc all’interno delle Rsu nel salone Cgil di Arezzo
28 aprile 2016

vedi il sito del REFERENDUM SCUOLA

Iniziata la raccolta di firme per 4 quesiti referendari sulla legge Giannini. E il 5 maggio riunione dei rappresentanti Flc all’interno delle Rsu nel salone Cgil di Arezzo

La Flc, il sindacato scuola della Cgil, ha iniziato la raccolta di firme per la presentazione di 4 quesiti referendari di abrogazione di alcune nome della legge 107 dello scorso anno che il Governo ha qualificato come la “Buona Scuola”. Si può firmare presso le sedi comunali e la raccolta proseguirà nelle piazze e nelle strade. La segreteria Flc Arezzo ha deciso poi di convocare una riunione di tutti i suoi delegati nelle Rsu per giovedì 5 maggio, alle ore 17, nel salone della Cgil di Arezzo.
I quesiti sono riferiti all’abrogazione delle norme relative all’estensione dei poteri dei dirigenti scolastici, ai comitati di valutazione, al cosiddetto buono scuola per gli istituti parificati e privati, e infine all’obbligatorietà delle ore di alternanza scuola-lavoro.
“Questi elementi della legge Giannini sono quanto di più lontano si possa immaginare dalla ‘buona scuola’ – commenta Maurizio Tacconi, Segretario provinciale Flc Cgil. Ad un anno dalla sua approvazione, questa legge ha confermato il suo prevedibile fallimento ed ha contribuito a peggiorare, qualora fosse stato possibile, anche il clima all’interno delle scuole pubbliche. Come il sindacato nazionale ha più volte evidenziato, questa norma ha finito per calpestare i valori e i principi della Costituzione, a cominciare dalla funzione sociale della scuola, dalla libertà di insegnamento, dalla funzione dei contratti, dal diritto allo studio. Non condividiamo la tesi che la scuola pubblica sia ridotta solo ad un luogo di formazione per professionalità destinate alle imprese. Non pensiamo che un istituto scolastico possa essere messo sullo stesso piano di un’impresa privata e quindi guidato e gestito da una sorta di amministratore delegato. E non siamo d’accordo nemmeno su criteri di valutazione dei docenti che discendono da un approccio ideologico e che non esistono, guarda caso, in nessuna parte d’Europa”.
Il sindacato scuola Cgil non ha ovviamente nemmeno gradito la disattenzione del Governo alle sue proposte: “è stata scelta la linea dura non tenendo in nessuna considerazione un anno di mobilitazioni e perfino uno sciopero generale, quello del 5 maggio 2015. Renzi e il ministro Giannini hanno legiferato evitando ogni confronto e di prendere in seria considerazione gli appelli a rivedere la riforma. Non solo vogliamo riaffermare che non si può trasformare la scuola pubblica in un’azienda privata, con le medesime modalità di accesso e di comando, ma vogliamo sottolineare con questi referendum che la classe docente, il personale scolastico, gli alunni devono essere rimotivati”.

vedi il sito del REFERENDUM SCUOLA

Condividi

Comments are closed here.