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“Il cattivo tedesco e il bravo italiano”

Gli stereotipi della seconda guerra mondiale nel libro di Filippo Focardi che sarà in Cgil il 23 settembre nell’ambito del ciclo di incontri “Novecento questo sconosciuto”

Nuovo appuntamento con “Novecento, questo sconosciuto”, il ciclo di incontri organizzato dalla Cgil di Arezzo. Sabato 23 settembre, in collaborazione con la sezione Anpi di Arezzo, appuntamento con il professor Filippo Focardi dell’Università di Padova, per la presentazione del suo volume, edita da Laterza, “Il cattivo tedesco e il bravo italiano. La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale”. L’incontro si svolgerà nell’auditorium Buozzi della Cgil aretina in via Monte Cervino 24 e sarà moderato da Marco Rossi e Giulia Da Mario.

Focardi illumina una zona d’ombra nella ricostruzione degli anni del conflitto e cioè i due stereotipi che ne hanno accompagnato la ricostruzione: “Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell’occupante”.

Nel libro ricorda che “a distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l’8 settembre dal re e da Badoglio e da tutte le forze dell’antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l’‘oppressore tedesco e il traditore fascista’, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un’immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell’Asse, non senza l’interessato beneplacito e l’impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo”.

“Conoscere e capire la storia è necessario per non ripetere gli errori del passato, per   apprezzare quello che di positivo è stato fatto e per partecipare con più convinzione alle scelte attuali e future. Poter ospitare il professor Filippo Focardi è per noi una occasione importante e di grande utilità” dichiarano Marco Rossi e Giulia Da Mario della Cgil e Roberto Del Gamba dell’Anpi.

Filippo Focardi è Direttore scientifico dell’Istituto Parri e professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova. Si è occupato di memoria del fascismo e della seconda guerra mondiale, di risarcimenti per le vittime del nazismo e della questione della punizione dei criminali di guerra italiani e tedeschi. Ha pubblicato Criminali di guerra in libertà (Carocci 2008), Memoria e rimozione. I crimini di guerra del Giappone e dell’Italia (a cura di, con G. Contini e M. Petricioli, Viella 2010) e L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989 (a cura di, con B. Groppo, Viella 2013).

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