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Lavoro, investimenti e diritti: la controproposta sindacale alla legge di bilancio

Ad Arezzo 500 delegati di Cgil, Cisl e Uil della Toscana meridionale

 

Sfumano le note di Don’t worry, be happy e la voce di Bob Marley viene sostituita da quella dei dirigenti sindacali. Gli oltre 500 delegati Cgil, Cisl e Uil della Toscana meridionale sono, in realtà, molto preoccupati e poco felici. Vedono i “buchi neri” della legge di bilancio 2019: lavoro, fisco, investimenti, grandi opere. E una fitta nebbia continua a non far vedere i contorni di argomenti centrali quali previdenza, quota 100, reddito di cittadinanza.

Il Teatro Tenda di Arezzo ospita stamani l’assemblea dei delegati di Cgil Cisl e Uil della province di Arezzo, Siena e Grosseto. Unico argomento: la manovra finanziaria del Governo.

Siamo molto preoccupati – commenta Cesare Farinelli, Segretario provinciale della Uil di Arezzo. Non condividiamo molti contenuti ma quello che ci allarma di più è ciò che manca in questa manovra. Pensiamo soltanto alla lotta all’evasione fiscale e alla contemporanea presenza di condoni edilizi. Se questo è l’inizio, sarà difficile pensare ad un cambiamento reale della situazione del paese“.

Anche Dalida Angelini, Segretaria regionale Cgil, si sofferma sugli spazi bianchi della legge di bilancio: “manca il tema del lavoro e degli investimenti, soprattutto quelli che sarebbero in grado di generare occupazione. Assistiamo al blocco delle grandi opere che sono fondamentali: bloccare i cantieri aperti vuol dire fare passi indietro. Sulla previdenza si continua a parlare di quota 100 e questo è un argomento al quale siamo interessati ma non si può pensare di farla diventare realtà con una decurtazione del 30% della pensione. Il reddito di cittadinanza non ha contorni chiari e se non ci saranno delucidazioni positive rischiamo di avere un ‘reddito di sudditanza‘”. Cgil, Cisl e Uil chiedono che il Governo avvii un confronto con i sindacati: “le parti sociali sono un pezzo di democrazia di questo paese – sottolinea Angelini. E noi non abbiamo avuto ancora alcuna risposta alle nostre proposte“.

Che sono state formulate in modo pienamente unitario. “Questo governo una cosa buona l’ha fatta: ha rimesso insieme Cgil, Cisl e Uil – sottolinea ironicamente Ignazio Ganga, Segretario nazionale Cisl. Era infatti impossibile, alla luce di questa legge finanziaria, non trovare una sintesi e non rilanciare una proposta unitaria confederale. La manovra del Governo si caratterizza per la spesa corrente invece che per una strategia finalizzata alla crescita e allo sviluppo. La nostra richiesta è che il suo cardine sia il lavoro. Quando si decide di andare in deficit, e ovviamente sarebbe meglio non arrivare a questo punto, dovrebbe essere chiaro che almeno una quota consistente di esso venga destinata allo sviluppo per far uscire l’Italia dallo stallo attuale“. Questa visione di Cgil, Cisl e Uil non è condivisa dal Governo. “Vengono assunti provvedimenti che rendono evidente che l’evasione paga – aggiunge Ganga. Invece bisogna puntare sul lavoro e sugli investimenti per grandi opere: sono possibili interventi per 52 miliardi di euro in grado di generare 320mila posti di lavoro. Riteniamo fondamentale che le destinazioni delle risorse siano poi salute, assistenza, mobilità, scuola, formazione. Non accettiamo il disinteresse verso la pubblica amministrazione: non ci sono risorse né per i suoi fattori di competitività né per i rinnovi contrattuali. Le politiche fiscali devono avere anche le persone e le famiglie al centro e non solo le imprese, tanto più che non c’è assolutamente un rapporto positivo e consequenziale tra agevolazioni fiscali e nuova occupazione. Noi chiediamo un fisco amico di lavoratori e pensionati. Infine la quota 100: nessuno pensi di dare con una mano e di togliere con l’altra“.

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