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“Mai di domenica”: nuovo sciopero dei sindacati del commercio

Bianconi: "Rischio sovraffollamento e contagio"

 

Chi lavora nel commercio sta facendo la sua parte – commenta Claudio Bianconi, Segretario provinciale della Filcams Cgil. Lo fa garantendo un servizio fondamentale per i cittadini. E non lo fa certo in condizioni ottimali bensì ancora troppo spesso in situazioni di sicurezza precaria, dovute in parte alle negligenze aziendali e in parte all’eccessivo ricorso alla spesa giornaliera. Da parte di molte imprese non registriamo un analogo atteggiamento di responsabilità. Domenica 29 marzo sarà quindi sciopero per l’intera giornata“.

Bianconi ricorda che “dopo il pacchetto di 16 ore di sciopero proclamate in settimana, siamo costretti ancora a denunciare l’indifferenza totale di molte aziende del settore  che non hanno preso in considerazione le richieste che unitariamente Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno inviato, sia a livello nazionale che regionale e in piena emergenza covid-19, perché siano ridotte le fasce orarie di apertura al pubblico e i negozi restino chiusi nelle giornate domenicali, collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio“.

Il sindacato ricorda che anche alle lavoratrici e ai lavoratori di questo settore devono essere garantiti sia il recupero psico fisico che tutte le garanzie per la salute.

Per questo – conclude Bianconi – continuiamo a chiedere che ci sia un equiparazione degli orari commerciali e delle chiusure dei punti vendita, in modo tale da garantire ad aziende, clienti e lavoratori, un trattamento univoco. Rinnoviamo l’invito a fare la spesa una volta la settimana ma al tempo stesso chiediamo alle aziende maggior rispetto verso i lavoratori e azioni più forti e concrete. Se la scorsa settimana, alle nostre richieste abbiamo ricevuto una parziale risposta da parte di alcune aziende che hanno deciso di ridurre le loro fasce di apertura e per la domenica di chiudere alle ore 15, resta il problema del sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio”.

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