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Reddito di cittadinanza, è il giorno del primo assalto: poste e patronati mobilitati

Ci siamo, è il giorno del reddito e la campanella sta suonando nei Caf, alle Poste, all’Inps, ma anche nei comuni. Il reddito di cittadinanza oltre a interessare le persone che ne faranno richiesta, coinvolge quasi tutte le istituzioni che incrociando i dati dovranno dare il via libera o chiudere la porta. Le Poste si sono già organizzate con una lista in ordine alfabetico, due lettere al giorno, oggi i cognomi che cominciano per A e B, per risolvere la fila nella maniera più agevole possibile. Anche il Caf della Cgil ha deciso di ricevere le domande su appuntamento.

Già da domani sono fissati nella sede aretina una cinquantina di appuntamenti, ma sarà comunque possibile chiedere informazioni e fissare per una nuova data. Cinquanta nella sede Arezzo e in tutto 100 se si considerano le altre sezioni del sindacato. «Nella provincia di Arezzo su 10500 Isee fatti dalla Cgil circa 4802 risponderebbero alle caratteristiche richieste per ottenere il reddito di cittadinanza. Il nostro Caf rappresenta il 54% del totale, una potenziale platea di 10mila persone è quindi realistica», commenta Ida Forni, direttrice provinciale del Caf Cgil. Saranno 3 gli sportelli attivi ad Arezzo per otto ore al giorno.

«Abbiamo deciso di dare gli appuntamenti – ci spiega Giancarlo Gambineri – perché la compilazione delle domande prevede l’impiego di circa mezz’ora. E’ un lavoro da fare con molta precisione», aggiunge. Un volta presentata la domanda verranno effettuati dei controlli per verificare che sia tutto in regola. Il grosso delle verifiche graverà sulle spalle dell’Inps, ma anche il Comune sarà costretto agli straordinari: dovrà rispondere tempestivamente ad alcune verifiche sulla composizione familiare e il possesso di beni mobili e immobili.

Se tutto filerà liscio lo sapremo solo nelle prossime settimane. Intanto i numeri della possibile platea sono discordanti: secondo fonti governative la platea della provincia aretina dovrebbe essere composta da circa 5mila persone, ma sulla cifra reale è ancora mistero e se ne ipotizza un’altra molto più alta, fino al raddoppio. «Noi siamo pronti», ci dice Massimo Casucci del Caf Acli. «Le persone possono venire qua senza appuntamento, basta che abbiano l’Isee. Siamo operativi e il programma è arrivato», aggiunge Casucci.

«Partiremo intanto con uno sportello 8 ore al giorno e in base all’affluenza possiamo mettere a disposizione altri due operatori: dalle 9 alle 18», spiega. «Per compilare una domanda, secondo le nostre stime, ci vorrà circa un quarto d’ora se è stato fatto l’Isee qui da noi, altrimenti impiegheremo più tempo. Contiamo di smaltire nei primi 10 giorni gran parte delle domande. Ricordiamo che riceveremo solo nella nostra sede di via Guido Monaco», conclude Massimo Casucci.

«Il reddito di cittadinanza non è secondo la Cgil la risposta, ma una risposta», ci tiene a sottolineare il segretario Alessandro Mugnai. «C’è stata una crisi dovuta a scelte sbagliate e la povertà è aumentata. Il reddito di cittadinanza non è la soluzione ai problemi è parlare alla pancia, per parlare al paese ci vogliono investimenti per creare lavoro ed economia per non avere una politica assistenzialista, ma attiva», conclude Mugnai.

Fonte La Nazione

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